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IMPIANTO DI COMPOSTAGGIO

Il compostaggio è un processo di maturazione biologica controllata, in ambiente aerobico, della sostanza organica attraverso il quale si ha la produzione di materiali a catena molecolare più semplice, più stabile, igienizzati, ricchi di composti umici.

Il trattamento in impianto è naturale ed avviene ad opera di diversi ceppi di microrganismi operanti in ambiente aerobico: batteri funghi, attinomiceti, alghe, protozoi, presenti naturalmente nelle biomasse organiche; l’impianto rappresenta pertanto la riproduzione a livello industriale, in condizioni accelerate dei meccanismi di degradazione della sostanza organica che si manifestano in natura e si cerca di favorire ed accelerare questi processi di stabilizzazione condizionando la biomassa avviata a compostaggio e controllando il processo nelle sue fasi

Nell’ impianto vengono gestiti:

  • I rifiuti organici raccolti in maniera differenziata nei comuni della Provincia di Macerata e nel comune di Loreto conferiti sia dalle utenze domestiche che dalle grandi utenze (ristoranti, mense, mercati).
  • Le frazioni ligneo cellulosiche (verde e sfalci) provenienti sia dalla raccolta domiciliare urbana di sfalci e potature che dai conferimenti presso i centri di raccolta comunali e/o rifiuti vegetali conferiti direttamente da attività di settore nella provincia di Macerata.

Dopo la fase di accettazione, i rifiuti ligneo cellulosici vengono stoccati in un piazzale per la cernita e riduzione dimensionale che avviene tramite un trituratore dedicato. Questa operazione è necessaria perché il materiale ligneo cellulosico, importante per l’elevato rapporto C/N (carbonio azoto), deve essere più facilmente attaccabile dai microrganismi aerobici che provvedono al processo di trasformazione biologica (compostaggio).

La presenza della parte ligneo cellulosica, permette al materiale di essere più poroso e funge anche da substrato al processo di compostaggio.

Dopo la fase di accettazione, il materiale organico da raccolta differenziata, viene conferito in un edificio chiuso ed aspirato per essere cernito, condizionato preparato all’invio in biossidazione accelerata che consiste nella apertura dei sacchetti e nell’ allontanamento dei materiali non compostabili o che potrebbero creare problemi meccanici nei successivi trattamenti.

Il verde triturato e l’organico pretrattato sono omogeneizzati ed avviati insieme a biossidazione accelerata in due edifici chiudi ed aspirati tramite un sistema di trasporto e distribuzione automatico costituito da nastri trasportatori.

Nei due edifici denominati Primaria e secondaria sono presenti n. 21 e n. 27 vasche, delle dimensioni di 19×2,8 m. x 2,5 metri circa di altezza,

Il carico e lo scarico delle corsie/vasche sono attuati in maniera automatizzata rispettivamente con nastro trasportatore e con trasportatore a catena redler.

Flusso del materiale è chiaramente unidirezionale con graduale trasferimento del materiale da una estremità della corsia ( zona di carico) all’ estremità opposta (zona di scarico).

L’ avanzamento del materiale è garantito dalla rivoltatrice e risulta mediamente di 3-4 metri. La rivoltatrice è caratterizzata da un nastro elevatore inclinato (45°) abbinato ad un rotore anteriore.

Il prodotto permane per circa due -tre settimane nelle vasche, viene rivoltato ogni due giorni e attraverso insufflazione di aria viene favorito e controllato il processo; l’immissione di aria, al di sotto dei cumuli , garantisce e accelera la fermentazione aerobica, in questa fase gli operatori provvedono a controllare i parametri che consentono di tenere sotto osservazione l’andamento del processo di compostaggio e di correggere eventuali anomalie.

Dopo la fase di biossidazione il materiale è trasportato nel capannone di maturazione, previa raffinazione grossolana con vaglio a dischi, e quindi distribuito per partite nel capannone dove viene ancora rivoltato meno frequentemente e se necessario ristabilita la corretta umidità.

Terminata la maturazione nel capannone, il compost subisce una raffinazione attraverso successive fasi di separazione dimensionale, una deferrizzazione magnetica, una separazione balistica e una separazione aeraulica.

Terminata questa operazione il compost è pronto per essere immagazzinato in lotti di produzione per essere sottoposto ad analisi chimiche (ad oggi mensili) e solo successivamente commercializzato.

Ogni anno vengono prodotte circa 15.000 ton di ammendante compostato misto consentito in agricoltura biologica. L’impianto di compostaggio è oggetto di continui ammodernamenti e potenziamenti e allo stato attuale è in grado di trattare tutta la produzione di FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano) della provincia di Macerata e del Comune di Loreto. Nel panorama regionale l’impianto di compostaggio del COSMARI è il più grande. Cosmari sta investendo nell’annualità corrente sui pretrattamenti al fine di poter migliorare la qualità del materiale che in un futuro potrà essere inviato ad un biodigestore e che attualmente è lavorato per il processo di compostaggio togliendo le frazioni di scarto a monte con l’obiettivo di un recupero futuro dei materiali quali plastiche e bioplastiche.